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giovedì 16 febbraio 2017

AVAI è la macchina adatta per fare guidare persone in sedie a rotelle


AVAI CAR

AVAI è la macchina adatta per fare guidare persone in sedie a rotelle.
AVAI è una vettura speciale adattata per le sedie a rotelle possiede una innovativa piattaforma mobile integrata.


Questa vettura è un prototipo progettato per le persone con bisogni speciali. Si basa su un telaio esistente, che è stato approvato e soddisfa tutti gli standard di sicurezza. Inoltre ha un motore economico e un cambio automatico. Ciò che rende unico questo concetto è il sollevatore carrozzella integrato con un meccanismo che si solleva e si adatta, ponendo il guidatore davanti al volante.

Potete visitare il sito e sostenere il progetto :https://www.indiegogo.com/projects/avai-ca

e guardare il video




martedì 4 ottobre 2016

Batterie esauste e ambiente: riciclarle è possibile !




Batterie esauste e ambiente: riciclarle è possibile grazie ai funghi Grazie a un mix di tre funghi le batterie di smartphone, tablet e altri oggetti simili potrebbero essere riciclate in modo sicuro e sostenibile.

Questa è la chiave per il possibile recupero dei metalli agli ioni di litio delle batterie esauste, onnipresenti sui moderni dispositivi elettronici. Purtroppo sono altamente inquinanti, quindi, per salvaguardare la salute e l’Ambiente è importantissimo pensare al loro smaltimento: infatti, negli inceneritori e in discarica ne finiscono a milioni, creando quindi emissioni molto nocive.

Si tratta di prodotti a lunga durata che, dopo un certo numero di ‘carica e scarica’, iniziano a perdere la loro potenza fino a esaurirsi completamente. Un gruppo di ricercatori ha però dimostrato (in uno studio fatto dalla ‘University of South Florida’) che l’uso di tre funghi combinati insieme -come il Penicillium simplicissimum, l’Aspergillus niger e il Penicillium chrysogenum- permette di estrarre litio e cobalto dalle batterie, con gran risparmio delle industrie produttrici: ‘L’idea parte da uno studente- spiega Jeffrey A. Cunningham, a capo della ricerca - è riuscito, per la prima volta, a estrarre alcuni tipi di metalli dai residui rimasti dopo alcune operazioni di fusione.

L’uso degli smartphone e altri prodotti alimentati con batterie ricaricabili è in costante crescita; quindi la nostra attenzione si è spostata in tal senso. Non è più sostenibile continuare con l’estrazione di nuove risorse; tuttavia, la richiesta di litio è in enorme aumento, ecco il perché della nostra ricerca’.

Un modo sostenibile e sicuro per il recupero delle batterie. Per separare il cobalto, il litio e altri metalli esistono altri metodi, ma richiedono l’uso di prodotti corrosivi e temperature molto alte. Il team di Jeffrey A.Cunningham sta cercando la soluzione più sicura e ‘pulita’, sviluppando un modo sostenibile per il recupero delle batterie esauste: in pratica, dopo averle smantellate, i catodi vengono polverizzati e poi il tutto è esposto ai funghi; questi in seguito generano acidi organici che permettono di estrarre i metalli: ‘Puntiamo al recupero
aggiunge il ricercatore - di quasi tutto il materiale utile’.

Durante il corso dello studio i risultati ottenuti sono stati notevoli: si riescono a estrarre, con l’uso dei funghi, fino al 48% del cobalto e addirittura l’85% del litio, dai catodi delle batterie ormai esauste; per l’estrazione dei metalli, invece, non si è rivelato efficace l’acido gluconico. Al momento il team dei ricercatori è impegnato a capire come mai, dopo aver esposto ai funghi il litio e il cobalto, tali elementi rimangono in ambiente liquido e

lunedì 4 luglio 2016

LA MACCHINA CHE STIRA E PIEGA IL BUCATO IN UN MINUTO: ECCO COME FUNZIONA (VIDEO)

LA MACCHINA CHE STIRA E PIEGA IL BUCATO IN UN MINUTO: ECCO COME FUNZIONA (VIDEO)

Una start up californiana ha creato un robot in grado di venire in aiuto alle donne che non hanno tempo per piegare e stirare perfettamente i panni.



Sappiamo tutti quanto la tecnologia abbia cambiato il nostro modo di vivere. Ormai non possiamo più fare a meno di elettrodomestici quali lavatrice,lavastoviglie e asciugatrice, macchine che fanno praticamente il lavoro al posto nostro e fatto sta che i robot cominceranno ad entrare sempre di più nella vita di tutti noi per renderci sempre più liberi da ogni pensiero.
In questi giorni, sul noto portaleDagospia, è apparso un articolo nel quale si fa riferimento ad una start up nata in California (Usa) che avrebbe creato un marchingegno capace di facilitare ancora di più il lavoro di quelle famiglie che non hanno né tempo né voglia di mettersi lì a stirare e piegareuna montagna di panni. I figli, si sa, riempiono con estrema facilità la nostra lavatrice, ecco perché grazie a questo robot il vostro bucato sarà piegato e stirato in meno di un minuto. La prova ce la mostra questo video che vi proponiamo qui sotto, nel quale si può facilmente vedere il funzionamento della più grande scoperta degli ultimi 10 anni.

Quando si potrà acquistare e quanto costerà?

Diciamo subito che il macchinario non sarà disponibile prima del 2018 qui in Italia, ma sul sito ufficiale della FoldiMate potete intanto iscrivervi per sapere quando si potrà acquistare il robot più utile del mondo. Se avete guardato il video sopra, si vede chiaramente qual è il meccanismo che permette alla macchina di stirare e piegare il bucato in un attimo. Grazie a dei particolarissimi bracci meccanici, infatti, la macchina fa quello che avremmo fatto noi ma più velocemente, poi grazie al vapore vi permette di avere panni stirati e di non andare in giro con quelle fastidiosissime pieghe che ci troviamo sempre addosso.

Insomma, si tratta di una gran bella scoperta che però avrà un suo costo dato che comunque l'azienda ha fatto sapere che in Europa la macchina non costerà meno di 800 euro, una cifra che comunque rappresenta un investimento per tutte quelle famiglie che non hanno modo di mettersi lì a stirare e piegare una montagna di panni con il rischio di sgualcirli.*fonteilweb



sabato 2 aprile 2016

Robot-formica in grado di spostare un’auto (video)


Di quali imprese è capace un micro-robot strutturato come una formica e che sfrutta anche una serie di ventose ispirate a quelle dei gechi? La risposta ce la possono dare gli µTug, una delle ultime meraviglie partorite dal Biomimetics and Dexterous Manipulation Lab di Stanford.

Come raccontato nel video, i ricercatori hanno tentato varie strade, ma solo osservando il comportamento delle formiche—nelle sequenze iniziali possiamo ammirarle trascinare uno sciagurato millepiedi molto più pesante di loro hanno colto il segreto delle loro capacità motorie, ovvero, l’azione di tre zampe in contemporanea su sei.

Ognuno dei microrobot pesa quasi 100 grammi e riesce a spostare circa 23,6 kg più di 2.000 volte il proprio peso. La sequenza finale del video immortala il lavoro di squadra di sei µTug che, sincronizzando i loro movimenti, trascinano un’auto da quasi 1,8 tonnellate. “Una potenza di traino equivalente a un gruppo di sei uomini che spostano la Torre Eiffel o tre Statue della Libertà da soli” per citare gli autori dello studio.



giovedì 17 dicembre 2015

Dopo 30 Anni Dal Disastro Di Chernobyl, GRAZIE AI DRONI Fanno Una Scoperta Sorprendente

La catastrofe che ha colpito la centrale nucleare di Chernobyl il 26 Aprile del 1986 ha costretto il governo adevacuare totalmente le città e le zone adiacenti. Studiati gli effetti della fuga di radiazioni nell'ambiente è stato stabilito che la vita umana era incompatibile con la situazione che si era creata. A 30 anni di distanza la zona evacuata è ancora chiusa.
Pattuglie di polizia controllano attentamente che il perimetro della zona a rischio non venga sorpassato dalle migliaia di visitatori e curiosi che tutto l'anno vogliono girare per le piazze e gli edifici abbandonati, attratti dall'atmosfera desolata.
I ricercatori hanno individuato un anello centrale in cui la concentrazione di radiazioni è molto elevata, ma nell'anello più esterno, ugualmente abbandonato dalla popolazione, il livello di radiazioni è più basso e gli osservatori della fauna hanno fatto una scoperta sorprendente...

Non essendoci più l'uomo, la natura si è ripresa il suo spazio

Spiegano i ricercatori che dopo 30 anni di assenza di vita umana nella zona più esterna,la natura ha cominciato a crescere rigogliosa, i boschi e i prati hanno aumentato la loro estensione. Con una vegetazione così ricca è aumentato anche il numero di animali erbivori, e la zona si è riempita di cervi, cinghiali, lepri e roditori.

E dove ci sono tanti erbivori non possono mancare i predatori. Orsi, lupi, volpi e persino un maestoso esemplare di lince iberica sono stati avvistati nei boschi. 


In totale la zona di esclusione ha un raggio di 30 km: il suo centro è molto pericoloso ma l'area esterna ha un livello più basso di radiazioni.

È tornato ad abitare i boschi dell'Ucraina anche l'orso bruno europeo, dopo 100 anni dall'ultimo avvistamento.

Si possono trovare poi alci, cavalli selvaggi e bisonti. 

I ricercatori sono stupiti da una fauna così rigogliosa in quelle zone che ormai si davano per devastate per sempre. Sembra che gli animali non risentano ad oggi delle radiazioni esistenti e per qualche ragione sconosciuta rimangono laddove il livello è tollerabile enon si inoltrano verso il centro.

Nel bosco i ricercatori hanno posizionato 42 telecamere per monitorare la crescita di queste meravigliose specie selvagge.

Il professore Jim Smith dell'Università di Portsmunta non ha dubbi: si è creata una vera e propria riserva naturale nei boschi di Chernobyl.

Nel video che segue potete vedere le immagini girate da un drone nelle zone evacuate ed ammirare il modo in cui la natura si sia lentamente appropriata degli spazi che un tempo erano dell'uomo.

Guarda il Video:


mercoledì 2 dicembre 2015

Attenzione agli alberi di Natale: potrebbero interferire con il vostro wi-fi

PIÙ LUCINE, più festa. Sotto Natale quasi in ogni casa viene introdotto un filo di luci colorate o addobbato un albero luminoso. Tutti elementi che potrebbero rivelarsi pericolosi per il wi-fi di casa. A sottolineare come gli addobbi a intermittenza possano interferire con la rete domestica è il garante delle comunicazioni inglese (Ofcom) che ha approfittato di questo periodo pre-natalizio per ricordare che le prestazioni delle connessioni Internet possono subire un brusco calo a causa di una serie di agenti esterni. Non solo le luci, ma anche le lampade, i baby monitor, i frigoriferi, i telefoni cordless, gli altoparlanti e i sistemi di apertura dei garage.

Si stima che almeno una casa su cinque possa essere afflitta da criticità di questo tipo. Ofcom parla di circa sei milioni di appartamenti che potrebbero godere di prestazioni migliori semplicemente intervenendo sui parametri dei router. A volte è sufficiente anche solo cambiare canale wi-fi per evitare le interferenze generate dai servizi dei vicini. E non c'è bisogno di essere esperti perché basta telefonare al servizio clienti del proprio provider per farsi guidare passo-passo. Ormai tutte le interfacce cliente dispongono di sezioni dedicate alle impostazioni dei router wireless.

La raccomandazione è di spostare il proprio router wi-fi il più lontano possibile da questi apparecchi o comunque ad almeno tre metri. Già, ma esiste un modo per sapere se si è soggetti al problema? Ofcom consiglia di affidarsi alla sua nuova app Wi-fi Checker per Android e iOS.

"Se c'è un significativo calo delle prestazioni tra la tua connessione e la tua rete wi-fi domestica, l'app lo identificherà e fornirà consigli per aiutarti a risolvere il problema che potresti avere", si legge nella descrizione. In verità le recensioni contrastanti sul Play Store lasciano intendere che non funzioni benissimo e che forse rilevi macro-problematiche. Ad ogni modo sull'Apple Store italiano non è ancora disponibile.

martedì 24 novembre 2015

FACEBOOK COL NUOVO ALGORITMO CI STà FREGANDO?!?

Facebook ha modificato un po’ il suo algoritmo e forse qualcuno di voi avrà notato delle differenze...

Questo sistema starebbe creando depressione ed un vera psicosi per chi si ritrova a non essere più seguito come nel passato.

...infatti per decidere cosa mostrare nella sezione Notizie terrà conto dei post sui quali ci soffermiamo più a lungo.


Ansha Yu e Sami Tas, due ingegneri informatici che lavorano per Facebook, hanno dichiarato che l'algoritmo terrà conto del tempo in cui gli utenti si soffermno a guardare un certo contenuto, smettendo di scorrere verso il basso la pagina. In questo modo, scrivono Yu e Tas, «potremmo essere in grado, di posizionare post simili a quello [su cui un utente si è soffermato] più in alto di prima, nella sezione Notizie».

L’algoritmo con cui Facebook decide cosa mostrare e quale rilevanza assegnare a certi contenuti è da anni oggetto di preoccupate discussioni sulla sua efficacia e la sua enorme capacità di influenzare la percezione riguardo cosa ci appare nella sezione Notizie. Secondo alcuni, però, è anche il motivo dell’enorme successo di Facebook rispetto agli altri social network: Timothy Lee ha scritto su Vox che Facebook è l’ideale per persone «il cui lavoro non prevede stare davanti a un computer, e che accedono online solo saltuariamente. A loro interessa maggiormente vedere quali sono i contenuti più importanti, piuttosto che i più recenti [come invece fa Twitter]. E infatti l’algoritmo di Facebook fa in modo che ciascun utente veda le foto del matrimonio o gli annunci importanti dei propri amici».

La modifica dell’algoritmo è legata all’assunto, esplicitato da Yu e Tas, secondo cui «solo perché un contenuto non è stato commentato o apprezzato, non vuol dire che non sia stato significativo per alcuni utenti». Yu e Tas hanno spiegato inoltre che la modifica dell’algoritmo è stata implementata dopo una specie di sondaggio effettuato fra gli utenti di Facebook. I due sviluppatori hanno spiegato che grazie ai loro studi hanno programmato l’algoritmo in modo che non prenda in considerazione delle unità di tempo assolute per capire quali post hanno successo o meno: «mentre alcuni utenti passano dieci secondi su un post perché lo apprezzano molto, altri lo fanno semplicemente perché hanno una connessione lenta», oppure perché hanno delle abitudini di lettura particolari. Per questo, l’algoritmo sarà calibrato sulle abitudini personali degli utenti, e raccoglierà i dati dei tempi di lettura di ciascun utente di modo da capire quali sono le sue abitudini. In questo modo, secondo Facebook, ci saranno più possibilità di mostrare nella sezione Notize cose simili a quelle che in passato hanno attirato la sua attenzione. La modifica dell’algoritmo è già iniziata e proseguirà nelle prossime settimane. Secondo i due ingegneri non dovrebbe causare «cambiamenti significativi» nella visibilità delle singole pagine.

Questo sistema starebbe creando depressione ed un vera psicosi per chi "a differenza degli adolescenti (dai 14 ai 18) i quali si scambiano centinaia di like al giorno" si ritrova a non essere più seguito come nel passato.

martedì 10 novembre 2015

TAG Heuer Connected, smartwatch Android Wear con Intel inside (video)

TAG HeuerGoogle Intel hanno collaborato da inizio anno su un orologio svizzero intelligente, che hanno presentato ufficialmente il 9 novembre. La grande domanda che ci siamo posti in questi mesi è se questo trio riuscirà a collaborare e infine produrre un orologio abbastanza intelligente da battere la concorrenza di Apple Watch. La risposta potrebbe essere affermativa. Lo smartwatch prima di essere presentato è stato ufficializzato in una conferenza stampa organizzata in occasione del Baselworld 2015, il Salone Mondiale dell'Orologeria e della Gioielleria, occasione in cui Jean-Claude Biver, presidente della divisione orologio di LVMH Group e CEO di TAG Heuer, ha detto che "l'rologiera svizzera e la Silicon Valley sono un connubio di innovazione tecnologica". Sarà interessante scoprire come risponderanno i consumatori a questa collaborazione tra TAG Heuer, Google e Intel. Il prezzo è elevato mail prodotto è interessante. Ad oggi, gli orologi intelligenti come categoria di prodotto non hanno avuto molto successo, in particolare perchè non è chiaro il motivo per cui sono necessari quando serve che siano collegati ad uno smartphone per funzionare, ma anche perchè i produttori di smartwatch non hanno alcun senso della moda.
Venendo al prodotto, TAG Heuer, Intel Corporation e Google hanno presentatoTAG Heuer Connected, un orologio connesso progettato dalla Maison orologiera svizzera e basato su tecnologia Intel, che usufruisce di tutti i vantaggi offerti dal sistema operativo Android Wear (modificato alla versione classica). L'orologio con Intel Inside è stato presentato da Jean-Claude Biver, CEO di TAG Heuer e Presidente della Divisione Orologi del Gruppo LVMH, con Brian Krzanich, CEO di Intel Corporation, e David Singleton, VP Engineering Android di Google, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso la LVMH Tower il 9 Novembre.
Il TAG Heuer Connected è un orologio di lusso con 46 mm di diametro e design di un vero e proprio cronografo, con cassa, fondello e anse in titanio di grado 2, un materiale moderno che dà all'orologio leggerezza e resistenza agli urti superiore rispetto a un materiale tradizionale come l'acciaio o l'oro. Il cinturino è in caucciù nero strutturato (sono disponibili altri sei colori - rosso, blu, bianco, arancio, verde e giallo, venduti separatamente) con fibbia deployante sempre in titanio di grado 2.
Il display è una unità circolare da 1,5 pollici di diametro con risoluzione di 360 x 360 pixel. L'orologio viene alimentato da una batteria da 410 mAh (autonomia stimata di 25 ore) e dispone di sensori come l'accelerometro e moduli di connettività Wi-Fi e Bluetooth 4.1 LE. Presente il microfono. L'orologio è dotato di processore Intel Atom serie Z34XX (CPU dual core da 1,6 GHz con 1 GB di RAM) progettato per ottimizzare le prestazioni e consentire una serie di opzioni di connettività tra cui streaming audio, Bluetooth e Wi-Fi.
TAG Heuer ha sviluppato tre quadranti digitali (chiamati "watch face") che comprendono lancette, indici, contatori, datario e minuteria. Al momento del lancio saranno disponibili il quadrante cronografo, il quadrante a 3 lancette e il quadrante GMT, tutti con visualizzazione della data e disponibili in tre colori (nero, blu scuro e bianco perlato), che riproducono l'aspetto e le funzioni di un vero quadrante. Saranno presto disponibili altri quadranti da Google Play Store.

Dal momento che il TAG Heuer Connected Ã¨ prima di tutto un orologio, le lancette e gli indici digitali rimangono sempre visibili, anche quando l'orologio è in modalità risparmio energetico.
La piattaforma Android Wear apre all'orologio i servizi e le applicazioni di Google, come Google Fit, Google Translate, Google Maps e l'attivazione vocale "OK Google" sono già configurati sull'orologio. Le applicazioni personalizzate per TAG Heuer e disponibili in esclusiva saranno, inizialmente, Insiders (stile di vita), GolfShot Pro (golf), RaceChrono Pro (corsa automobilistica) e Viewrangers (trailing), tutte offerte gratis. È stato sviluppato un apposito SDK (Software Development Kit ) che consentirà agli sviluppatori di creare nuove app. TAG Heuer ha inoltre aggiunto le funzioni classiche come Timer, Sveglia e Stopwatch.  

L'orologio può essere sincronizzato con un cellulare che funziona con Android 4.3+ or iOS 8.2+. La batteria viene caricata tramite una base di carica wireless: è sufficiente posarci sopra l'orologio per ricaricarlo.

TAG Heuer Connected viene venduto al prezzo di 1500 dollari, o 1.350 Euro. TAG Heuer Connected non è un concorrente di smartwatch accessibili come il Gear S2 o l'Apple Watch Sport, piuttosto è pensato per la stessa fascia di consumatori 'premium' a cui potrebbe interessare l'Apple Watch Edition.

 
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